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Il
Lido di Marina Romea è la “vetrina” a mare delle bellezze
naturali del PARCO REGIONALE DEL DELTA DEL PO
, che ha un’estensione di 54.000 ettari.
La pineta si innesta subito dietro la linea delle dune, protetta contro la salsedine e i venti marini da una “barriera” cespugliosa di impianto artificiale, costituita di Tamerice, di Olivello spinoso (specie autoctone) ma soprattutto di Olivo di Boemia (specie esotica) . La pineta stessa fu piantata artificialmente in circa trenta anni , dal 1909 al 1930, per un totale di un migliaio di ettari, soprattutto per la volontà e l’impegno del ministro ravennate Luigi Rava, e divenne “patrimonio demaniale” Il bosco “a pineto” , con predominanza del pino domestico ( da pinoli ) , si sviluppò a spese della vegetazione arborea cresciuta spontaneamente sugli antichi cordoni dunali formatisi con gli arretramenti della linea di costa, e venne a fasciare da Nord a Sud tutto il litorale ravennate Fino al dopoguerra, agli anni Cinquanta , la pineta crebbe e si estese, pur sfruttata economicamente per il legname, per le pigne , per la caccia e la pesca , fino a quando l’Amministrazione appoggiò i nuovi orientamenti economici che puntavano sul turismo balneare: questo significò l’abbattimento di alcune centinaia di ettari di bosco , per consentire l’espansione turistico-residenziale. Con Decreto Ministeriale del luglio 1977 la pineta costiera divenne “riserva naturale” dello Stato , perché potesse essere preservata dai rischi di una eccessiva deforestazione a vantaggio della cementificazione. E’ attraverso questa pineta che si accede alla spiaggia del nostro Lido, seguendo uno dei nove stradelli che si innestano sul viale litoraneo (Viale Italia ) : colori profumi voci accompagnano la passeggiata del mattino.
Percorsi : PER LE VIE DEL PARCO
E’ possibile prendere contatto diretto con gli ambienti naturali circostanti in vari modi , seguendo i Percorsi che consigliamo. COME Si può andare a piedi, salire in bicicletta oppure ci si può imbarcare , su canoa o barca ( la tipica battàna per la pesca valliva) , e via ! Per alcuni trasferimenti, prima di incominciare l’escursione vera e propria , sarà per alcuni più comodo ricorrere all’auto, soprattutto in economia di tempo, ma…. per godere della natura è consigliabile utilizzare il più possibile l’energia naturale . Talora l’ itinerario richiederà l’uso di più mezzi e allora sarà un’avventura ancor più stimolante . Si può organizzare e fare ogni percorso autonomamente ( è opportuno comunque premunirsi delle Guide illustrate che si trovano a disposizione gratuita nell’ Ufficio I.A.T ) oppure si può chiedere di essere accompagnati da esperte Guide Ambientali Escursioniste , che vi faranno vedere anche quello che i vostri occhi non vedono. Per prenotazioni, vedi nel menù STRUTTURE E SERVIZI oppure contatta l’ Ufficio IAT . DOVE Il Programma LE VIE DEL PARCO propone PERCORSI NATURALISTICI , NELLO SPAZIO-NATURA . che consentono di cogliere gli aspetti più vistosi ma anche più segreti dell’ambiente naturale ; PERCORSI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO ,itinerari che assumono anche , accanto all’attrattiva naturalistica, una valenza storica come il Percorso in barca all’Isola degli Spinaroni ( il percorso della Resistenza ) e il Percorso , in bici e in barca , della “Trafila Garibaldina” ( il percorso del Risorgimento ) ATTREZZATURA DELL’ ESCURSIONISTA Ecco i “consigli utili” delle Guide Ambientali Escursioniste a cui affidiamo i nostri turisti : abbigliamento comodo – cappellino – crema solare –acqua – occhiali da sole – repellente per insetti – binocolo – macchina fotografica e… spirito di avventura e buon umore ! A PERCORSI A PIEDI da MARINA ROMEA( due ore circa ) 1 Di duna in duna , lungo la spiaggia da Nord a Sud 2 Dalla Torretta al Prato Barenicolo , lungo la Pialassa da Sud a Nord B PERCORSI A PIEDI da SITI CIRCOSTANTI ( trasferimenti in bicicletta o in automobile – mezza giornata) Pineta di S.Vitale Tenuta
Augusta e Bardello
( da mezza giornata a una giornata intera ) D PERCORSI GUIDATI IN CANOA O IN BARCA : (
dall’imbarcadero prima del Ponte sul Canale Baiona, a
destra – mezza giornata ) PERCORSO NATURALISTICO 1 Navigazione lungo i canali della Pialassa della Baiona, per osservazione della flora e degli uccelli ( birdwatching) PERCORSI “NELLO SPAZIO E NEL TEMPO” 2 Navigazione verso l’ Isola degli Spinaroni e i capanni degli “sfollati” ( il percorso della Resistenza ) 3 Navigazione verso il Capanno del Pontaccio ( di Garibaldi ) ( il percorso del Risorgimento ) e i capanni della tradizione 4 Navigazione verso il Canale Fossatone – sbarco e passeggiata nella Pineta di S. Vitale ( Ca’ Vecia – Chiesetta di S. Maria delle Aie ) ( il percorso dei “pinaroli” ) PERCORSI
NELLO SPAZIO E NEL TEMPO Per soddisfare interessi non solo naturalistici ma anche per ritrovare le emozioni della Storia si può raggiungere “ L’ISOLA DEGLI SPINARONI” , che nell’ ottobre- dicembre 1944 fu il fulcro delle operazioni dei Partigiani locali per la liberazione di Ravenna e del territorio circostante dai Tedeschi . Oggi non c’è più traccia del paesaggio originario, di una rigogliosa vegetazione palustre caratterizzata da canneti e dall’ olivello spinoso, se non nel toponimo; a ricordo del “covo” dei partigiani del Distaccamento Terzo Lori e delle loro imprese c’è oggi sull’isolotto una targa a mosaico. ( percorso D 2 ) Più
giù, seguendo il corso della strada Baiona e la linea delle industrie,
si può sbarcare presso l’isolotto del Capanno del Pontaccio denominato
“CAPANNO DI GARIBALDI ” , in cui fu nascosto
l’eroe in fuga verso Venezia dopo la caduta della “Repubblica romana”,
tra il 6 e il 7 agosto del 1849. Dall’epoca risorgimentale ad oggi il
naturale ambiente di valli e pinete è profondamente mutato ; resta
solo la “lettura storica” del luogo, visitando il capanno. Sempre sulle
tracce di Garibaldi si può ripercorrere un tratto della sua travagliata
fuga , guidata da patrioti locali ( la cosiddetta “trafila” ) , scegliendo
di completare la giornata con un percorso in bici da Marina Romea , verso
Nord – Ovest , verso Mandriole ( Fattoria Guiccioli ) dove morì
la compagna Anita. ( percorso D 3 ) Qua
e là, sui dossi, si incontrano i tipici CAPANNI
DI CACCIA E PESCA, un tempo di falasco, legno , stuoie e canne,
oggi in buona parte ricostruiti in muratura, ma che ancora offrono testimonianza
sia della cultura di valle dei secoli passati
sia della difficile vita degli “sfollati”
, gli abitanti di Porto Corsini che vi trovarono rifugio nel corso dell’occupazione
tedesca (percorsi D 2 - 3 ) .
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