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Nel
1951 88 ettari di bosco, prevalentemente a pineta, di proprietà dei Conti
Baldi, furono acquistati dai ravennati Miserocchi e Salbaroli a scopo di sfruttamento
del legname .
L’area boscosa era praticamente isolata, “abbandonata” ( cita
il bollettino della Camera di Commercio ) chiusa fra il mare , la valle ( pialassa
Baiona) a Ovest , a Nord le paludi del fiume Lamone che ancora non aveva uno
sbocco diretto al mare. Non erano infatti ancora terminati i grandi lavori della
bonifica idraulica e della bonifica per colmata di tutto il “bacino”
a Nord- Est di ravenna.
Una pista ( carrareccia ) poco praticabile l’attraversava da Nord a Sud
, collegando Casal Borsetti, un villaggio di braccianti che da poco si era trasformato
in un nucleo di case e casette in muratura, a Porto Corsini, borgo di pescatori,
che a sua volta si collegava a Marina di Ravenna , rinascente centro balneare,
tramite il traghetto sul Canale Corsini, una barca tirata a corda da un passatore,
certo Giachi di Porto Corsini.
Unico segno di presenza stabile dell’uomo era , a nord, un nucleo di capanni
su terraferma e la casa in muratura del contadino Ceretti, detto l’Umàz
( Omaccio, omaccione), perché correva voce che di notte facesse il contrabbandiere,
trasportando merce ( soprattutto sigarette) con i buoi . Il bosco era fittissimo
tanto che si fecero interventi di diradamento , per il suo stesso benessere,
ad opera del Corpo di Guardia Forestale .
Nel dicembre 1952 , per iniziativa della Camera di Commercio ebbero inizio i
lavori di costruzione di una vera e propria strada litoranea fra Casalborsetti
e Porto Corsini ( lunghezza circa 7 Km. e larghezza di 10 m. ) ; in quanto “strada
di bonifica” ebbe anche finanziamenti statali; e fu terminata nel 1956
. Tra gli obiettivi di tale opera c’era quello di favorire prospettive
di sviluppo turistico di una zona di grande interesse naturalistico , prevedendo
l’insediamento di un lido sul modello di Milano Marittima , quindi con
un piano urbanistico da studiare accuratamente, in modo consono all’ambiente.
Gli stessi nuovi proprietari si convinsero che fossero maturi i tempi per utilizzare
il bosco come contesto di insediamento di un nuovo Lido , che avrebbe valorizzato
la costa a Nord di Ravenna e insieme sarebbe stato a sua volta valorizzato dalle
bellezze naturali .
Ottenuta l’autorizzazione dall’Amministrazione Comunale, nel 1953
si aprirono i cantieri per la costruzione delle infrastrutture e iniziò
la lottizzazione , con la vendita dei primi terreni . Ciò comportò
l’abbattimento di un numero considerevole di pini .
I lavori appena avviati furono però presto sospesi , l’area fu
posta sotto sequestro per 3,4 anni , perché il conte Baldi fece causa
ai due nuovi proprietari : pretendeva un supplemento della quota pattuita al
momento della vendita, a seguito della valorizzazione acquisita dal luogo per
il cambiamento di destinazione d’uso .
La causa fu vinta da Miserocchi e Salbaroli , si riattivarono i cantieri per
la lottizzazione , ad opera della Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) .
Il primo edificio terminato fu l’Hotel Corallo ( 1957), seguito a breve
dagli Hotel Columbia e Millepini , lungo la strada litoranea . La proprietà
provvide anche, nel 1956, a far costruire a sue spese un ponte sul Canale Baiona
, un ponte di legno su barche, militare ( Bailey), per favorire il collegamento
della nuova area con Ravenna . Il ponte dette la vita anche a CasalBorsetti
e a Porto Corsini, perché la strada d’Alaggio , costruita sulla
sinistra del Candiano subito dopo la guerra dal Genio civile, partiva dalla
Darsena di città, si innestava sulla strada del Cimitero e si arrestava
sul Canale Baiona.
Nel 1956 fu indetto un concorso per i cittadini di Ravenna dalla Camera di Commercio
, per “battezzare”il nuovo Lido con un nome appropriato. Risultò
vincente “Marina Romea”.
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E’ curiosa la storia del nome . Ancor prima di una nascita, si sa, si
pensa in famiglia al nome del nascituro e spesso ci si contrappone, a favore
di una scelta o di un’altra . Così è stato per Marina Romea
. Ancor prima del battesimo, a cura della Commissione di Toponomastica del Comune
di Ravenna , nel 1956 fu indetto per iniziativa della Camera di Commercio un
concorso fra i cittadini della “famiglia” ravennate, per attribuire
il nome alla nuova località balneare , che stava appena spuntando dalla
distesa di pineta .
Al concorso parteciparono ben 306 concorrenti, 241 furono le proposte ammesse
, e veramente fertile risultò la capacità inventiva dei Ravennati
.Nella rosa dei nomi si individuarono gli schieramenti degli eruditi, dei pinetofili,
dei garibaldini, dei dantisti, degli storici…
Alla fine fu giudicata vincitrice la proposta di “ Marina Romea”
, in quanto il nome con semplicità affermava la nuova realtà del
lido collegandola alla storia del territorio , ad una Ravenna Capitale dopo
Roma , alla strada principale di accesso , la Statale Romea ,a sua volta così
denominata per rievocare il passaggio dei pellegrini medievali verso Roma (
i romei ).
La Commissione Comunale di Toponomastica consacrò quella scelta .
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Nel paese, che nel 1961 contava appena 25 residenti,
nel 1971 soltanto 209, risiedono oggi 1191 abitanti (censimento 2001 )
In genere durante il giorno gli abitanti sono impegnati in varie attività
lavorative in città o altrove, perciò attivo è dunque il
pendolarismo.
Soprattutto in primavera - estate arriva il flusso dei villeggianti e turisti
.
L’Assessorato al Turismo del Comune di Ravenna segnala tra gennaio e settembre
2002 la seguente situazione :
ARRIVI : 29615 – PRESENZE : 233553
Indubbiamente Marina Romea è , come dichiarato nel <Biglietto da visita>
, un villaggio vacanze a porte aperte, che si risveglia con i primi tepori e
giunge via via al massimo della sua vitalità nei mesi di luglio e agosto
( mediamente circa 6000 presenze ). A settembre - ottobre , se la stagione è
mite, ci sono ancora villeggianti che indugiano nelle case del Lido , e gruppi
di turisti, soprattutto stranieri, giungono proprio per godersi in pace una
vacanza. Poi , calano le prime nebbie …,il villaggio si dispone al sonno
invernale . Ma è un peccato perdersi il fascino del mare e della natura
nelle “stagioni del silenzio” ….
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La curiosità del paese è
la Toponomastica naturalistica : Viale degli Ippocastani, via dei Lillà,
via dei Ligustri, viale delle Palme, via dei Gelsi ,via delle Sophore,….Camminare
per il paese è come sfogliare le pagine di un grande Libro di Botanica
: più di venti pagine, per altrettante specie di piante, fiori e …
di animali .